(re)Searching for Slowness in London

Article series
Series of nine articles written during a visiting research period in London.
Published online for VENTO in Italian, 2022.

Parkland Walk: A Linear Park in the Heart of the City

Guardare alle esperienze di altri Paesi, oltre che essere di grande ispirazione, ci aiuta a comprendere che sono tanti i modi in cui si può sperimentare la lentezza, anche in una città grande e frenetica come Londra.

Il Parkland Walk è il parco lineare più lungo di Londra. Segue una vecchia linea ferroviaria che dal 1873 al 1970 collegava Finsbury Park ad Alexandra Palace, nella parte nord della città (fino al 1957 per il trasporto dei passeggeri, successivamente solo per il trasporto merci). All’ultima corsa nel 1970 sono seguiti dieci anni di abbandono che hanno dato vita ad alcune proposte progettuali per un nuovo utilizzo della ferrovia.

Bikehangar: Slowness Lies in the Details

La lentezza non si definisce solo in termini di spazio, luogo e paesaggio, ma si può anche trovare a scala più piccola e in forme diverse. Ad esempio, vi sono alcuni elementi del progetto che sono molto importanti, in quanto rendono la lentezza più accessibile ai cittadini.

Camminando in alcuni quartieri di Londra, si possono notare alcune strutture inserite tra le auto parcheggiate il cui scopo non è immediatamente evidente a tutti… 

Spitalfields City Farm: An Urban Farm to Feel Closer to Nature

Il concetto di lentezza può affrontare diversi aspetti che hanno a che fare con il modo in cui abitiamo una città, a partire dalla mobilità fino alle scelte che riguardano l’acquisto e il consumo di cibo, le attività nel tempo libero, e il nostro rapporto con l’ambiente in generale. Questi elementi si possono incontrare assieme in uno stesso luogo: la fattoria urbana.

A Londra esistono complessivamente 13 fattorie urbane, alcune delle quali si trovano in prossimità del centro della città. La Spitalfields City Farm è la più vicina alla City of London e sorge su quello che un tempo era un deposito ferroviario di merci, in una zona molto densa e popolata.

Regent’s Canal: A Slow Corridor

I corridoi lenti sono un elemento molto importante per la vita urbana, poiché offrono la possibilità di respirare lontano dal ritmo frenetico della città, come abbiamo già illustrato presentando il Parkland Walk. Un altro esempio di lentezza a Londra è il Regent’s Canal, che per gli italiani può rievocare i navigli milanesi o i canali veneziani. Il canale percorre 13,8 km lungo la parte nord del centro di Londra, collegando il Paddington Arm del Grand Union Canal al fiume Tamigi. È stato costruito all’inizio del ‘900 come parte di un masterplan di riqualificazione sviluppato dal architetto e urbanista John Nash. Il canale fu la principale via d’acqua per il trasporto merci, come carbone e materiali edili, da Londra fino a Birmingham e Liverpool. Tuttavia, come tutti i canali, il Regent’s Canal ha perso una quantità importante di traffico commerciale a causa dell’incremento del trasporto ferroviario, risultando a lungo in declino a partire degli anni ’60.

RideLondon: Spreading the Potential of Slowness

Lo scorso 29 maggio, il centro di Londra aveva un’aria diversa dal solito. Alcune strade principali sono state chiuse al traffico automobilistico per un’occasione speciale: il RideLondonPersone di ogni età, provenienza e livelli di esperienza hanno preso le loro biciclette e hanno conquistato il centro della città, riempiendo le strade di city bike, mountain bike, ma anche con bici comunali da noleggio e monopattini.

Cycling Action Plan & LCC: Strategies for Urban Cycling

Nel nostro ultimo articolo di Ricercando la lentezza a Londra abbiamo presentato RideLondon, un festival annuale che celebra il ciclismo in tutte le sue forme: come mobilità sistematica quotidiana, attività di tempo libero, o un’attività sportiva competitiva. Tuttavia, la domanda che segue è: che succede a Londra durante il resto dell’anno riguardo alla ciclabilità? Essendo una grande metropoli in cui la bicicletta viene utilizzata sempre di più, abbiamo pensato che sarebbe stimolante di indagare le politiche ufficiali sulla ciclabilità, sperando di imparare qualcosa che possa essere utile anche nel contesto italiano.

London Cycleways: Inclusive Infrastructures

La storia di lentezza a Londra che racconteremo questa settimana riprende le fila dell’ultimo articolo dedicato alle strategie per incoraggiare la ciclabilità, e indaga come esse si depositano nel tessuto urbano attraverso le London Cycleways. La rete di Cycleways è lunga circa 60 miglia (97 km) ed è una combinazione delle precedenti Cycle Superhighways e Quietways, e del più vecchio London Cycle Network, tutti progettati dall’ente pubblico locale Transport for London (TfL). Le Cycle Superhighways (CS) sono state annunciate nel 2008 e la prima è stata inaugurata nel 2016. Le CS funzionavano come una serie di superstrade ciclabili e miravano principalmente a un pubblico di ciclisti-pendolari o con più esperienza, fornendo dei percorsi più veloci e diretti tra il centro di Londra e la periferia.

Green London: A Growing Urban Forest

Restare a Londra durante l’estate può essere sia una fortuna che una sventura: vivendo e muovendosi in una città che non è abituata né ben attrezzata per sopportare temperature oltre ai 30 gradi, si potrebbe dire che c’è una linea sottile tra godersi il sole e soffrire per il caldo. Nonostante Londra non sia conosciuta per la sua presenza di natura urbana rispetto ad altre città europee, con una passeggiata in città o uno sguardo veloce su una mappa satellitare si può constatare una certa abbondanza di spazi verdi. In giorni con ondate di caldo come questi, probabilmente i londinesi si rendono conto della fortuna di vivere in una delle città più verdi in Europa.

Green London: Islands of Slowness

Nell’articolo precedente, abbiamo raccontato le iniziative che lavorano verso la preservazione e il potenziamento della foresta urbana di Londra e come queste azioni vengono comunicate ai cittadini attraverso strumenti e risorse specifiche. Ma come si passa dalla teoria in pratica? I londinesi sono consapevoli dell’importanza del loro patrimonio verde che esiste in città? E se lo sono, cosa fanno per goderne? Alla fine, qual è il legame con la lentezza?

Dato che questo è il mio ultimo articolo di corrispondenza da Londra, ho deciso di scrivere sulla mia esperienza personale di esplorazione della cosiddetta “foresta urbana” di Londra, divagando dalla ricerca descrittiva e quantitativa che ho eseguito finora, per focalizzarmi su un approccio più qualitativo ed empirico.